



Diario di viaggio, racconti, emozioni





E' il periodo ormai, l'inverno sta per iniziare e la temperatura scende sotto lo zero. Sono parecchi giorni che vengono annunciate possibili nevicate ma, per ora, ancora in città non si è visto un solo fiocco... sarà per i prossimi giorni? O per Natale?
Due settimane fa parlavo con un amico negoziante, il quale diceva: "Quest'anno il Natale non si sente per niente!"...
Colto di sorpresa - e volendo affrontare la questione nel modo più soft possibile - ho esclamato: "Ma... oggi è il 20 novembre!?".
Da persona educata non ho voluto esprimere quanto mi sorgeva in mente nell'immediato, ma sinceramente penso che ormai si sia proprio smarrito il senso della misura, oltre che in altri innumerevoli campi, anche per il tempo ed i periodi che scandiscono lo scorrere dell'anno. Possibile che ci sia questa diffusa smania di fare Natale sempre più in anticipo, solo per addobbare i negozi e vendere?

Tralascio di proposito insulse polemiche sul significato "vero" del Natale, che pare proprio non essere mai esistito (almeno come lo abbiamo sempre pensato noi), per rimanere sui miei pensieri quando, in questo periodo, vedo la natura che segna il passaggio dall'autunno all'inverno.
Cadono ormai le ultime foglie ed i rami si spogliano per il riposo invernale. Ecco, voglio vederla solo così, del resto m'importa assai poco di luci e palle colorate, grande spreco di energia e di risorse che, utilizzate nello spirito autentico del Natale, sarebbero di grande aiuto agli esseri umani che ne hanno bisogno per sopravvivere.



Una domenica pomeriggio come si faceva una volta... vecchio stile, vista la giornata di sole e caldo - ormai pare proprio l'ultimo - improvvisata in Val di Susa per gustare le ultime luci del giorno. 
Seduto sulla riva di un ruscello osservo il movimento dell'acqua, il suo circoscrivere le cose immerse, le piccole onde che si formano al suo passaggio intorno ciottoli. L'ombra delle querce e di altri alberelli giovani crea un ambiente umido e leggermente soffocante; sotto i lunghi rami ricurvi si ha come la sensazione di essere dentro un tunnel, una galleria che oscura parzialmente il profondo azzurro del cielo...
Le sensazioni ed i pensieri che mi sorgono quando osservo l'acqua sono quasi sempre le stesse in ogni circostanza, sia quando lo sguardo si concentra sulle cascatelle di un ruscello, sia quando la vista si perde lontano dalla spiaggia verso la linea dell'orizzonte: un grande senso di pace e di profonda riflessione.
Il mare è dovunque. Le sue particelle evaporano e raggiungono il cielo, si concentrano, formano nubi e ricadono in terra sotto forma di pioggia, neve, rugiada del mattino ed umidità che entra nei polmoni con l'aria.
L'acqua pervade ogni cosa ed ogni corpo, il ciclo eterno continua ed ogni volta che ci capita di vedere dell'acqua... comunque stiamo guardando il mare!
Questo articolo, che tratta sia in forma tecnica che poetica del ciclo dell'acqua, è stato pubblicato in lingua inglese sul periodico della Community Nikonians, THE NIKONIAN, disponibile come download in formato PDF.
Buona lettura.