Chissà?
"Sempre caro mi fu quest'ermo colle", così cantava il poeta e rimirava l'infinito verso il mare. Qui non c'è mare né infinito ponderabile, solo la striscia lontana delle montagne verso nord-ovest e la città dall'altra parte. Sullo sguardo che vorrebbe perdersi nell'orizzonte permane evidente la striscia scura della cappa di smog che copre Torino e dintorni, sino all'ormai usuale altitudine di oltre 1500 metri... già, anche dalle località montane, guardando verso valle, si può vedere la coltre grigio-marrone dei gas in cui trascorriamo i nostri giorni. Il panorama è invaso da linee elettriche, autostrade, viadotti e agglomerati urbani; ormai per evadere dal caos cittadino è necessario salire in alto, cercando quei luoghi che, incontaminati non sono più, almeno danno la sensazione di essere rimasti un po' indietro nel tempo.
Qui nei dintorni dell'area metropolitana non si percepisce più nemmeno la campagna; le mandrie pascolano a ridosso delle discariche e cumuli di terra vanno e vengono a seconda dell'andamento degli innumerevoli cantieri. Le strade, antichi tracciati in continua evoluzione, si trasformano in "varianti" e si costellano di rotonde, dove il manto stradale è perennemente ricoperto da polveri varie e persistenti e i mezzi pesanti spazzano in aria una sottile foschia.
Ogni tanto mi rifugio in quest'angolo di ieri, qualche decina di metri più in alto rispetto ai campi, dove venivo da bambino a scivolare con la slitta quando nevicava un poco di più. A vedere le vecchie foto di più di quarant'anni fa mi sembra addirittura un altro pianeta, un altro mondo remotamente sepolto nella memoria. Ai piedi del colle, dove ieri c'era una vecchia mulattiera, hanno costruito un autolavaggio self-service. Chissà quanto resisterà ancora la collina, metà coltivata a grano e l'altra metà ricoperta di muschio e timo selvatico. Salendo, un lieve aroma di timo dà l'impressione del sottobosco, ma... è solo un fazzoletto di terra rossa e quasi dimenticata, candidata a chissà quale destino in chissà quale futuro. Ogni volta che salgo una sola parola mi rimbomba nella mente: chissà?






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