La strage
Qualche giorno di riposo forzato, ogni tanto la salute suona il campanello d'allarme.
Fuori piove a dirotto e penso. Di solito la pioggia mi fa pensare.
Poi vedo le notizie del telegiornale e penso ancora di più.
Di nuovo nubifragi e allagamenti in Toscana e Liguria, come se non bastasse l'acqua che hanno già dovuto subire di recente.
Penso a quelle persone, che vedo nei servizi giornalistici, con le pale a togliere il fango mentre osservano tutte le loro cose ormai inutili e perse.
Ecco la strage, questi eventi fanno strage di anime, perché colpiscono le persone nel loro profondo, tagliando loro tutte le radici che hanno impiegato decenni per consolidarsi e passare attraverso le generazioni.
Non posso fare nulla per dare una mano direttamente; posso solo inviare loro energia, in modo da aiutarli a tenere duro, a continuare a ricostruire.
E' così da sempre, noi esseri umani siamo legati alle cose materiali e quando le perdiamo ci coglie il vuoto.
L'unica soluzione in questi casi è cambiare radicalmente il nostro modo di pensare, allontanarci da ciò che ci tiene ancorati all'effimero e avvicinarci al valore solido della vita, l'unico, quello che è all'interno di ognuno di noi.
E' difficile, molto, ma si può fare; la storia è piena di esempi, di persone che hanno deciso di essere in prima persona il proprio soggetto, senza delegare ad altri o ad altro quello che invece ci spetta.
Si può fare, si deve.



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