Tempi (andati) d'estate


Sembra che il tempo trascorra veloce solo in certe circostanze, non so esattamente quali, ma in certi momenti tutto scorre con una velocità diversa e solo dopo molto tempo riaffiorano tutti i dettagli del vissuto. A volte mi sento come se non avessi assaporato completamente gli eventi. Poi, dopo un po', ripenso e cerco di riportare alla mente le sensazioni e i colori di ciò che è passato, così sembra che sia apparso rapidamente ed altrettanto se ne sia andato.

Passeggiando per il centro storico di Torino, ogni volta che rivedo alcuni angoli di città, mi tornano in mente le luci e le atmosfere degli anni '60 quando, ancora bambino, tutto aveva un'aura di fantastico, d'irreale e, a volte, irraggiungibile. Poi, col trascorrere degli anni, ogni cosa ha preso diverse forme e multiformi significati, a seconda delle circostanze in cui sono ripassato sulle vecchie orme, stessi luoghi ma diverse sensazioni.

Oggi, che il centro è rifiorito, me ne sono riappropriato ed ho modo di fluttuare con la mente a nuove forme di sogno, misto a ricordi d'infanzia e di gioventù, quella condizione di perenne speranza che sostiene l'esistenza quotidiana e dà un poco di colore a momenti altrimenti grigi e informi.

Soprattutto l'estate mi riporta vivi alcuni istanti di luce che mi si sono impressi sulla lastra fotografica della mente decine d'anni fa; cambiano solo le forme delle automobili, l'abbigliamento, il colore dei muri e, non ultima, l'età che oggi consente di analizzare il fenomeno con profonda consapevolezza ed un grande sorriso.

In questi giorni è tornato vivido il ricordo del workshop internazionale del giugno 2005, ad Havirov, una graziosa cittadina della Repubblica Ceka.

Un brindisi a tempi d'estate!





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